Tomba dei giganti di Coddu Vecchiu ad Arzachena con la grande stele centinata in granito e l'esedra di lastre
La tomba dei giganti di Coddu Vecchiu, Arzachena — foto: Holger Uwe Schmitt · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

La Sardegna custodisce migliaia di nuraghi, le torri di pietra costruite durante l'età del Bronzo, e centinaia di sepolture monumentali chiamate tombe dei giganti. Berchidda si trova in una posizione privilegiata per scoprirle: da un lato la Gallura, con i suoi monumenti in granito, dall'altro il Logudoro, una delle zone più ricche di testimonianze nuragiche dell'isola. Ecco un itinerario tra i siti più significativi, da visitare in giornata.

Cominciare da vicino: Monte Acuto

Il primo passo si può fare senza allontanarsi: nel territorio di Berchidda sorge il Monte Acuto, una collina che domina la piana e che ospita i ruderi di un castello medievale. Sul pianoro vicino si trova un dolmen, uno dei più grandi della zona, risalente al Neolitico recente ed Eneolitico, cioè a prima della civiltà nuragica. Gli scavi hanno restituito anche frammenti di ossidiana, ceramiche e oggetti di epoca nuragica, segno di una frequentazione lunghissima. Lungo il sentiero si incontra una grande pietra incisa con motivi geometrici.

Arzachena: le tombe dei giganti della Gallura

Il complesso più celebre della Gallura si trova nel territorio di Arzachena. La tomba dei giganti di Coddu Vecchiu è famosa per la grande stele centinata, alta più di un uomo, al centro dell'esedra, lo spazio semicircolare dove probabilmente si svolgevano i riti. Poco distante si trovano il nuraghe e il villaggio de La Prisgiona. Altrettanto suggestiva è Li Lolghi, nata come semplice tomba a cista e poi ampliata nell'età del Bronzo medio, che si erge su un'altura tra vigneti e campagna.

Completano il quadro il nuraghe Albucciu, costruito addossato a un affioramento di granito che ne condiziona la forma, e la necropoli di Li Muri, con i suoi circoli funerari più antichi dei nuraghi. I siti sono gestiti come parco archeologico, con visite guidate e orari che variano nel corso dell'anno.

Olbia e Tempio: nuraghi tra granito e boschi

Anche intorno a Olbia l'archeologia nuragica è sorprendente. La tomba dei giganti di Su Monte 'e s'Abe si trova a poca distanza dalla città, mentre il nuraghe di Riu Mulinu, detto anche Cabu Abbas, sorge su un'altura panoramica affacciata sul golfo. Merita una sosta anche il pozzo sacro di Sa Testa, testimonianza del culto delle acque, uno degli aspetti più affascinanti della religiosità nuragica.

Verso l'interno, alle porte di Tempio Pausania, il nuraghe Majori si visita immerso in un bosco di sughere; dentro le sue stanze vivono spesso colonie di pipistrelli, protette e da non disturbare. Nella vicina Luras, il dolmen di Ladas è uno dei monumenti megalitici più noti della Gallura.

Il Logudoro: Santu Antine e la cultura di Ozieri

Spostandosi verso sud-ovest si entra nel Logudoro, la terra di cui Berchidda fa parte per lingua e tradizioni. Nel territorio di Torralba, nella cosiddetta Valle dei Nuraghi, sorge il nuraghe Santu Antine, uno dei più imponenti e meglio conservati dell'isola: una torre centrale circondata da un bastione con corridoi e scale interne, spesso chiamato la reggia nuragica. Più vicino a Berchidda, Ozieri ha dato il nome a una delle più importanti culture preistoriche sarde, la cultura di Ozieri, documentata nel museo archeologico cittadino e in numerose domus de janas, le tombe scavate nella roccia diffuse in tutta la zona.

Consiglio pratico: prima di partire verifica sempre orari e modalità di visita dei singoli siti sui canali ufficiali degli enti che li gestiscono, perché cambiano con le stagioni. Molti monumenti si trovano in aperta campagna, senza ombra: porta acqua, cappello e scarpe comode, e preferisci le ore del mattino nei mesi caldi.

Come organizzare l'itinerario

Conviene dividere le visite in due giornate: una dedicata alla Gallura, combinando Arzachena con una sosta a Olbia o a Tempio, e una dedicata al Logudoro, con Ozieri e Santu Antine. In questo modo si evitano trasferimenti troppo lunghi e si ha il tempo di ascoltare le guide, che spesso sono la parte più preziosa della visita. Primavera e autunno sono le stagioni ideali: la luce è morbida e la campagna intorno ai monumenti è al suo massimo splendore.

Partendo da Berchidda, al confine tra le due regioni storiche, entrambi gli itinerari si percorrono in auto in giornata. Alla Dimora Sublime, con parcheggio privato gratuito e cucina completamente attrezzata, è facile rientrare la sera e preparare il programma del giorno dopo.

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